Il presidente Donald Trump ha emanato il 3 novembre una dichiarazione che definisce lo spazio una frontiera aperta a tutta l’umanità e afferma che i cittadini americani possono sviluppare e colonizzare il sistema solare secondo le leggi statunitensi. Il documento, intitolato «La dichiarazione americana di libertà nello spazio», afferma che gli Stati Uniti guideranno l’espansione dell’umanità oltre la Terra.
La proclamazione ribadisce gli obiettivi del programma Artemis della NASA, tra cui riportare gli astronauti sulla Luna entro il 2028 e, in seguito, inviare equipaggi su Marte. Non istituisce nuovi programmi, non prevede finanziamenti aggiuntivi né impartisce alle agenzie federali direttive per intraprendere azioni specifiche.
La dichiarazione richiama lo «spirito di frontiera» del Paese, citando l’allunaggio dell’Apollo 11 e l’esplorazione robotica di Marte come esempi della leadership americana. Menziona inoltre il settore spaziale commerciale e afferma che gli Stati Uniti mirano a garantire la «supremazia americana nello spazio per l’eternità».
Il documento fa riferimento ad Artemis II, che secondo quanto afferma ha portato quattro astronauti in un viaggio di 10 giorni intorno alla Luna in aprile, stabilendo il record della massima distanza dalla Terra mai raggiunta dagli esseri umani. Il lancio di Artemis III è previsto nel 2027 per testare le manovre di rendezvous e attracco tra Orion e due lander lunari commerciali in orbita terrestre bassa. Artemis IV, concepita come la prima missione del programma a riportare esseri umani sulla Luna, è prevista per il 2028.
Un ordine esecutivo del dicembre 2025 ha ribadito l’obiettivo di un allunaggio di Artemis IV nel 2028 e la messa in opera dei primi elementi di un avamposto lunare permanente entro il 2030. Il linguaggio della nuova dichiarazione richiama inoltre i principi del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967, che tutela la libertà di esplorazione vietando al contempo rivendicazioni di sovranità nazionale su altri pianeti.
Fonti: Space.com.
