L’Unione europea e la Francia hanno lanciato programmi per attrarre ricercatori dagli Stati Uniti dopo che l’amministrazione Trump ha annullato o congelato migliaia di finanziamenti federali alla ricerca. Le iniziative sono state presentate come un modo per fare dell’Europa un rifugio per gli scienziati il cui lavoro era stato colpito da decisioni politiche riguardanti ambiti tra cui la diversità, l’ambiente e la salute pubblica.

Alla Sorbona, il 5 maggio 2025, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che l’Europa dovrebbe diventare un rifugio per i ricercatori. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato 500 milioni di euro per Choose Europe for Science, mentre Macron ha stanziato 100 milioni di euro per il corrispettivo francese, Choose France for Science.

Diciotto mesi dopo, la Commissione europea ha dichiarato a Le Monde di non poter ancora fornire una cifra sul numero di ricercatori che si sono stabiliti in Europa dopo aver lasciato gli Stati Uniti. La spiegazione è che diversi bandi per progetti sono ancora in corso e alcuni contratti devono ancora essere firmati.

La Commissione descrive Choose Europe come una vetrina dell’impegno dell’Europa per la libertà della ricerca accademica. Invece di creare un sistema completamente separato, l’iniziativa aggiunge finanziamenti ai programmi europei di ricerca già esistenti.

La quota maggiore del pacchetto europeo—420 milioni di euro—sostiene ERC Plus, una nuova sovvenzione del Consiglio europeo della ricerca. Il programma è aperto a ricercatori di ogni disciplina e provenienti da tutto il mondo, compresi gli scienziati già residenti in Europa. I finanziamenti vengono assegnati attraverso una valutazione tra pari, con l’eccellenza scientifica come unico criterio.

ERC Plus può fornire fino a 7 milioni di euro nell’arco di sette anni, ma il programma è altamente selettivo. Si prevede che ogni anno riceveranno finanziamenti circa 30 progetti, rispetto ai circa 1.000 beneficiari delle sovvenzioni standard dell’ERC. Il primo bando si è chiuso a settembre e le candidature sono attualmente in fase di valutazione.

Con le selezioni e i contratti ancora in sospeso, resta difficile valutare la capacità delle iniziative di portare in Europa un numero consistente di ricercatori.

Fonti: Le Monde Sciences.