Gli effetti di una prova di estrazione mineraria in acque profonde sulla materia organica dei sedimenti dei fondali erano ancora evidenti più di 40 anni dopo, secondo una ricerca dell’Università di Liverpool pubblicata su Elementa: Science of the Anthropocene. La materia organica fornisce cibo e sostanze nutritive agli organismi che vivono sul fondale e al suo interno; pertanto, cambiamenti nella sua quantità e qualità potrebbero influire sugli ecosistemi oceanici profondi.

Nel 2023, i ricercatori del progetto SMARTEX hanno studiato un sito nella zona di Clarion-Clipperton dell’Oceano Pacifico, dove nel 1979 la Ocean Minerals Company aveva effettuato prove di estrazione mineraria in acque profonde. Le tracce lasciate dalla macchina mineraria da 100 tonnellate erano ancora visibili. Il gruppo ha raccolto sedimenti a circa 4.800 metri sotto la superficie, sia all’interno e intorno all’area disturbata, sia in un sito di controllo non disturbato.

I ricercatori hanno misurato la quantità e la composizione della materia organica particolata, utilizzando indicatori tra cui il contenuto di carbonio e azoto, i biomarcatori lipidici e gli isotopi stabili. Hanno rilevato che il sito minerario storico presentava meno materia organica, oltre a differenze nella sua composizione e nella dimensione delle particelle rispetto all’area di controllo.

Anche le immagini del sito mostravano un numero inferiore di animali di maggiori dimensioni e di organismi unicellulari nei sedimenti interessati dalle prove minerarie. Lo studio collega questa minore abbondanza alla riduzione della materia organica e solleva interrogativi su come il disturbo causato dall’attività mineraria possa influire sul recupero e sulla resilienza della vita nelle profondità marine.

La zona di Clarion-Clipperton, situata nel Pacifico orientale e centrale tra le Hawaii e il Messico, è d’interesse per i suoi noduli polimetallici, che contengono metalli impiegati nell’elettronica e nella produzione industriale. I ricercatori affermano che le valutazioni ambientali dovrebbero tenere conto dei cambiamenti a lungo termine nella disponibilità e nella qualità della materia organica. Chiedono inoltre un monitoraggio a lungo termine e ulteriori ricerche su come questi cambiamenti varino nella regione e influiscano sul recupero degli ecosistemi.

Fonti: Phys.org.