Un tempo il lutto era ampiamente considerato un’esperienza esclusiva degli esseri umani. Gli studi su coyote, cacatua e altri animali stanno spingendo alcuni scienziati a riconsiderare questa convinzione, esaminando il modo in cui le creature reagiscono quando vengono spezzati legami profondi.
Alla Utah State University, la neuroscienziata Sara Freeman sta studiando le relazioni che si formano tra le coppie di coyote e ciò che accade dopo la morte di uno dei partner. Sebbene i coyote siano spesso descritti come animali solitari e problematici, possono formare legami duraturi per tutta la vita, pulirsi a vicenda, condividere il cibo e allevare insieme i cuccioli.
«In pratica, finché morte non ci separi», ha detto Freeman, descrivendo la forza di quei legami.
Nel suo laboratorio, Freeman ha definito “cervello vedovo” il tessuto cerebrale di una femmina di coyote sopravvissuta al proprio compagno. I campioni erano stati conservati in un congelatore a temperatura ultrabassa prima che uno studente tagliasse il tessuto congelato in sezioni sottili e le disponesse su vetrini.
I ricercatori avevano intenzione di esaminare i campioni alla ricerca di segnali neurologici di quello che Freeman ha definito «uno stato di lutto». Il loro lavoro si concentra sulla possibilità di rilevare negli animali i cambiamenti associati alla perdita e su quanto queste reazioni possano assomigliare al lutto negli esseri umani.
Fonti: The New York Times Science.