Ogni autunno, decine di milioni di farfalle monarca viaggiano dal Canada meridionale e dagli Stati Uniti verso le foreste del Michoacán, in Messico. Il loro numero è così elevato che i rami possono piegarsi o spezzarsi sotto il loro peso, mentre le farfalle ricoprono gli alberi formando strati fitti e in movimento.

Il fumettista Peter Kuper vide per la prima volta i luoghi in cui le monarca trascorrono l’inverno nel 2007. Sebbene l’enorme quantità di insetti lo avesse inizialmente turbato, rimase affascinato dalla vista delle farfalle che si alzavano in volo come scintille sprigionate da un fuoco. Da allora ha usato le monarca come simboli di trasformazione e resilienza.

Le farfalle compaiono in diverse opere di Kuper, tra cui “Diario de Oaxaca”, il suo resoconto illustrato di due anni vissuti con la famiglia a Oaxaca; “Ruins”, un romanzo grafico del 2015 liberamente ispirato a quell’esperienza; e “Insectopolis”, il suo omaggio del 2025 agli insetti e alle persone che si battono per loro.

Questa fascinazione è ora al centro di “Monarch’s Journey”, una nuova mostra all’American Museum of Natural History di New York. Per l’installazione, i disegni di Kuper sono stati ingranditi fino a diventare grafiche delle dimensioni di una parete in un corridoio del Richard Gilder Center for Science, Education, and Innovation del museo.

La mostra presenta una versione immersiva della migrazione delle monarca. Tra le immagini figurano disegni di una farfalla solitaria che attraversa paesaggi pericolosi, tra cui centrali elettriche, miniere a cielo aperto e la New Jersey Turnpike. Queste scene sono rese in fredde tonalità metalliche di blu e riflettono i pericoli che accompagnano il viaggio, accanto al suo spettacolo naturale.

Fonti: The New York Times Science.