Gli astronomi hanno identificato un oggetto distante del Sistema solare che potrebbe essere classificato come pianeta nano. Denominato provvisoriamente 2026 ED138, si trova a circa 7,1 miliardi di chilometri dal Sole ed è il più grande dei circa 2.300 oggetti oltre Plutone scoperti dall’Osservatorio Vera C. Rubin, secondo Mario Jurić, responsabile scientifico dell’osservatorio per il Sistema solare.

L’Unione Astronomica Internazionale definisce pianeti nani i corpi abbastanza grandi perché la loro gravità li renda sferici, ma non abbastanza massicci da dominare le regioni orbitali circostanti. Poiché ED138 è troppo lontano per osservarne direttamente la forma, la sua classificazione resta incerta.

La scoperta è stata fatta grazie alle immagini riprese da Rubin tra marzo e luglio. Nei singoli fotogrammi, ED138 appariva come una stella luminosa. Un software sviluppato dall’astrofisico Matthew Holman e dal collega Kevin Napier ha collegato le sue apparizioni in notti diverse, rivelando che il punto luminoso era in movimento e consentendo al gruppo di determinarne l’orbita. L’orbita è inclinata di quasi 25 gradi rispetto a quelle dei pianeti. Anche immagini precedenti ottenute da altri telescopi mostravano l’oggetto, contribuendo a confermare la scoperta.

Sulla base della sua luminosità e distanza, e facendo alcune ipotesi sulla quantità di luce solare riflessa dalla superficie, Holman stima che ED138 possa avere un diametro compreso tra 595 e 1.500 chilometri. Si ritiene che i corpi ghiacciati del Sistema solare esterno con un diametro superiore a circa 400 chilometri possano diventare sferici, ma le osservazioni non hanno ancora stabilito se ED138 soddisfi questo criterio.

All’estremo superiore della stima, ED138 avrebbe dimensioni paragonabili a quelle di Haumea e Makemake, entrambi riconosciuti come pianeti nani. All’estremo inferiore, si collocherebbe intorno al 20º posto tra i pianeti nani e i candidati più grandi conosciuti. Plutone ed Eris sono considerevolmente più grandi: ciascuno ha un diametro superiore a 2.200 chilometri.

La scoperta non fornisce prove a favore né contro l’ipotesi del Pianeta Nove, un corpo ipotetico che, secondo alcuni astronomi, potrebbe orbitare più lontano dal Sole. Holman ha affermato che la scoperta dimostra invece che nel Sistema solare esterno ci sono ancora oggetti da individuare. Ha anche suggerito che ED138 potrebbe essersi formato più vicino al Sole, nei pressi di Giove o Saturno, prima che un incontro ravvicinato con un pianeta gigante lo spingesse verso l’esterno.

Ulteriori osservazioni potrebbero affinare le conoscenze su ED138. Il Telescopio spaziale James Webb potrebbe consentire misurazioni più dettagliate, e individuare una luna in orbita attorno all’oggetto aiuterebbe gli astronomi a calcolare la massa complessiva. Mentre ED138 attraversa una regione affollata del cielo, potrebbe anche passare davanti a stelle lontane. Eventi simili potrebbero fornire una stima più precisa delle sue dimensioni e, potenzialmente, indizi sulla presenza di un’atmosfera.

Fonti: Folha Ciência.