Un’indagine durata 10 anni sugli esemplari di bandicoot conservati nei musei di tutto il mondo ha portato alla scoperta di due specie precedentemente non riconosciute e di diverse nuove sottospecie all’interno del genere Isoodon, comunemente noti come bandicoot dal naso corto o bandicoot bruni. Lo studio, pubblicato sull’Australian Journal of Taxonomy, modifica inoltre la distribuzione storica conosciuta del quenda, o bandicoot bruno sudorientale.
I ricercatori hanno esaminato centinaia di esemplari, combinando l’analisi del DNA con dettagliate misurazioni dei crani per rivalutare le relazioni tra le popolazioni di bandicoot in Australia e Nuova Guinea. Il progetto è iniziato nel 2016, quando i ricercatori hanno confrontato esemplari raccolti più di un secolo fa e conservati in musei europei e statunitensi con il materiale presente nelle collezioni australiane.
Una delle specie appena riconosciute è il piccolo bandicoot bruno, Isoodon microtis, dell’Australia Meridionale. I ricercatori ritengono che si sia estinto circa un secolo fa, prima di essere identificato scientificamente. Gli esemplari museali erano rimasti non riconosciuti per generazioni, finché lo studio non ha stabilito che l’animale era sufficientemente distinto dagli altri bandicoot da meritare lo status di specie.
La ricerca ha inoltre stabilito che il bandicoot bruno della Nuova Guinea, Isoodon moresbyensis, è una specie separata anziché una sottospecie del bandicoot bruno settentrionale, Isoodon macrourus.
La revisione modifica significativamente il quadro della diversità dei bandicoot nell’Australia Meridionale. Le classificazioni precedenti indicavano che il bandicoot bruno meridionale fosse l’unica specie presente nello Stato. La nuova analisi ha trovato prove del fatto che un tempo l’Australia Meridionale ospitava tre specie: il bandicoot bruno meridionale, il piccolo bandicoot bruno estinto e il quenda, Isoodon fusciventer.
Il quenda era generalmente considerato una specie dell’Australia Occidentale, ma le prove museali mostrano che in passato era presente nei dintorni di Adelaide, sull’Isola dei Canguri e nell’arcipelago di Nuyts. Questa scoperta amplia sostanzialmente verso est il suo areale storico conosciuto.
I ricercatori hanno inoltre descritto due nuove sottospecie del bandicoot dorato, quattro sottospecie di quenda e una nuova sottospecie del bandicoot bruno settentrionale proveniente da Cape York, nel Queensland. Nel complesso, i risultati indicano che un tempo l’Australia ospitava una diversità di forme di bandicoot maggiore di quanto riconosciuto in precedenza.
I risultati potrebbero influenzare le decisioni in materia di conservazione, poiché la classificazione delle specie viene utilizzata per valutare il rischio di estinzione e orientare l’assegnazione delle risorse destinate alla tutela. L’areale storico più ampio del quenda potrebbe significare che, nel complesso, la specie è meno minacciata di quanto si pensasse in precedenza, sebbene le sue popolazioni dell’Australia Meridionale rimangano esigue e necessitino di protezione continua. Al contrario, la distribuzione rivista del bandicoot bruno meridionale, classificato come in pericolo, è più limitata, indicando potenzialmente un rischio di conservazione maggiore.
I bandicoot sono marsupiali delle dimensioni di un coniglio presenti in Australia e Nuova Guinea. Hanno musi appuntiti, zampe posteriori grandi e code corte, e cercano il cibo scavando con le zampe anteriori. La maggior parte si nutre di una combinazione di funghi, radici, insetti e altri piccoli invertebrati.
I ricercatori stanno ora studiando i bandicoot dal naso lungo del genere Perameles. Cinque specie di questo gruppo sono scomparse dall’insediamento europeo, e il team si aspetta che le collezioni museali forniscano ulteriori prove sulla storia naturale trascurata dell’Australia.
Fonti: Phys.org.