L’intelligenza umana potrebbe essersi evoluta in parte grazie al suo valore nella cooperazione sociale, secondo uno studio condotto da Jonathan Egeland. La ricerca ha rilevato che le persone ottenevano maggiore rispetto quando usavano le proprie abilità cognitive per svolgere un compito in grado di recare beneficio agli altri, anziché semplicemente perché ottenevano risultati elevati in un test cognitivo.

I risultati sostengono quella che i ricercatori definiscono ipotesi dell’intelligenza coalizionale. Questa idea propone che le persone acquisiscano prestigio—definito nello studio come maggiore rispetto e valore percepito di leadership—quando le loro abilità aiutano i gruppi a risolvere problemi collettivi, coordinare le azioni o ottenere servizi utili.

Il team ha verificato l’ipotesi con 175 studenti universitari in Norvegia, tra cui 85 coppie complete in uno studio preregistrato. I partecipanti hanno svolto un test cognitivo, pianificato una strategia ipotetica di raccolta del cibo e spiegato il proprio ragionamento a un partner. Il compito richiedeva di bilanciare la quantità di cibo raccolto con la fatica causata dal tempo trascorso nella raccolta.

Dopo l’esercizio, i partecipanti hanno valutato l’intelligenza e lo status dei propri partner. Coloro che avevano ottenuto risultati migliori nel compito di raccolta del cibo ricevevano generalmente valutazioni più alte in termini di rispetto e leadership. L’analisi statistica dei ricercatori ha indicato che l’abilità cognitiva era collegata al prestigio attraverso la prestazione nel compito orientato al gruppo, mentre il rapporto diretto tra abilità cognitiva e status non era significativo.

In altre parole, i partecipanti sembravano apprezzare l’intelligenza quando essa forniva un beneficio visibile al gruppo. I ricercatori hanno inoltre rilevato che le stime dei partecipanti sull’intelligenza dei propri partner corrispondevano in linea generale ai loro punteggi effettivi nel test dopo soltanto circa due minuti di interazione.

Lo studio descrive il prestigio come potenzialmente vantaggioso per entrambe le parti. Le persone che si affidano a individui capaci possono ottenere accesso a servizi cognitivi utili, mentre coloro che ricevono deferenza possono acquisire status sociale e i vantaggi associati. Secondo questo modello, i gruppi traggono beneficio quando riconoscono competenze che indicano il potenziale valore di una persona nelle attività collettive.

I ricercatori avvertono che i risultati presentano dei limiti. Il campione era composto esclusivamente da studenti universitari, quindi non è chiaro se i risultati siano applicabili ad altre popolazioni. Inoltre, lo studio ha misurato le impressioni formatesi durante incontri brevi, che potrebbero non riflettere il modo in cui lo status si sviluppa nei gruppi già costituiti. Un singolo esperimento non può inoltre rappresentare ogni modo in cui un individuo potrebbe contribuire a un gruppo.

Gli autori suggeriscono che le ricerche future dovrebbero utilizzare campioni più ampi e culturalmente più diversificati e osservare le interazioni per periodi più lunghi. Lo studio, intitolato “Coalitional value mediates status allocation based on cognitive ability”, è stato pubblicato su Evolution and Human Behavior.

Fonti: Phys.org.