Secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open, i bambini che consumavano più Alimenti ultra-processati mostravano un’attività maggiore nel sistema cerebrale della ricompensa quando guardavano immagini di cibi appetitosi. Le risposte più intense erano associate a maggiori aumenti della massa grassa e dell’indice di massa corporea (IMC) nell’anno successivo.

I ricercatori hanno studiato 46 bambini di età compresa tra 7 e 10 anni che all’inizio avevano un peso nella norma. Hanno sottoposto i bambini a scansioni cerebrali mentre guardavano immagini di alimenti come biscotti e patatine fritte, ne hanno valutato l’alimentazione e registrato misure tra cui l’IMC, la percentuale di massa grassa e la circonferenza della vita. Le misurazioni fisiche sono state ripetute un anno dopo.

I bambini con un consumo maggiore di alimenti ultra-processati presentavano un’attività più intensa nello striato dorsale, una regione cerebrale coinvolta nella ricompensa e nella motivazione. Una maggiore attività in quest’area era associata a incrementi più ampi dell’IMC e della percentuale di massa grassa durante l’anno di follow-up.

Quando i ricercatori hanno tenuto conto delle risposte cerebrali, l’associazione tra il consumo di alimenti ultra-processati e l’IMC era più debole del 31%, mentre quella con la percentuale di massa grassa era più debole del 44%. I risultati suggeriscono che la sensibilità agli stimoli alimentari può contribuire a spiegare il legame tra questi alimenti e i cambiamenti nella composizione corporea, ma non dimostrano che gli alimenti ultra-processati causino direttamente cambiamenti nella funzione cerebrale o nel peso.

I ricercatori hanno osservato che lo studio era di tipo osservazionale e non può stabilire un rapporto di causa ed effetto. Hanno inoltre sottolineato l’importanza di poter accedere a cibi più sani e meno trasformati, dato che i prodotti ultra-processati possono essere economici, facilmente reperibili e pratici. Lo studio in corso BrainChild continuerà a seguire i partecipanti man mano che cresceranno.

Fonti: ScienceDaily.