Un mistero fantascientifico con cinque amici, una vecchia fotografia e un personaggio dimenticato viene utilizzato per sensibilizzare sul papillomavirus umano (HPV). Il fumetto, intitolato The Fifth, è stato presentato alla 60ª edizione di Lucca Comics & Games e utilizza l’amicizia, gli algoritmi e un sistema futuristico di valutazione sociale per introdurre un messaggio di salute pubblica: comprendere un virus può aiutare le persone a prevenirne le conseguenze.
Il progetto riflette il crescente interesse per la medicina grafica, un settore che utilizza fumetti, romanzi grafici e narrazioni illustrate per spiegare malattie, trattamenti e prevenzione. Il termine è stato coniato nel 2007 dal medico e fumettista britannico Ian Williams. Da allora, questo approccio ha attirato professionisti sanitari, psicologi, ricercatori, artisti e specialisti della comunicazione.
La medicina grafica non si limita a semplificare informazioni mediche complesse. I fumetti possono anche rappresentare paura, incertezza e le difficoltà del vivere con una malattia, utilizzando personaggi, dialoghi ed emozioni per offrire una prospettiva diversa da quella delle spiegazioni scientifiche convenzionali.
Le prove sulla sua efficacia sono in fase di sviluppo. Una revisione pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha esaminato 34 studi randomizzati che riguardavano l’uso dei fumetti in diversi contesti sanitari. I risultati suggeriscono che la medicina grafica può migliorare le conoscenze sanitarie, incoraggiare il coinvolgimento dei pazienti e, in alcune circostanze, sostenere comportamenti più consapevoli.
Carlo Signorelli, professore di Igiene e Sanità pubblica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha affermato che i fumetti possono rendere i concetti scientifici più accessibili, migliorare la memorizzazione e raggiungere pubblici che la comunicazione tradizionale spesso fatica a coinvolgere. Ha tuttavia sottolineato che i fumetti dovrebbero integrare, non sostituire, le informazioni sanitarie e che i loro contenuti devono rimanere scientificamente accurati.
Uno studio condotto in Nigeria su 396 ragazze di età compresa tra 9 e 14 anni ha rilevato che un intervento educativo comprendente un fumetto sull’HPV ha aumentato le conoscenze sul virus. La percentuale di partecipanti che considerava sicuro il vaccino è aumentata dal 62% all’81%. I ricercatori non hanno tuttavia riscontrato un legame statisticamente significativo tra l’aumento delle conoscenze e le vaccinazioni ricevute.
Un’altra revisione delle strategie per aumentare i tassi di vaccinazione infantile contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) e contro l’HPV ha attribuito elevati livelli di efficacia agli approcci multicomponente, compresi i fumetti. Caterina Rizzo, professoressa di Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Pisa, ha descritto le prove complessive come incoraggianti ma non conclusive: i fumetti sembrano migliorare le conoscenze e le intenzioni, ma non esistono ancora prove dirette che aumentino la copertura vaccinale.
Il formato può essere particolarmente utile per adolescenti e giovani adulti, che non sempre cercano autonomamente informazioni sulla salute. Una storia può collocare le informazioni mediche in un contesto riconoscibile, mentre immagini, espressioni, simboli e sequenze permettono ai lettori di collegare i fatti alle esperienze dei personaggi.
Rizzo ha osservato che attirare l’attenzione è diverso dal produrre una decisione concreta riguardo alla salute. Imparare a conoscere l’HPV, i tumori correlati e la vaccinazione è solo il primo passo. Il percorso auspicato consiste nel discutere l’argomento con un medico, vaccinarsi e sottoporsi allo screening quando raccomandato.
In Italia, la vaccinazione contro l’HPV è raccomandata e offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi intorno agli 11 e 12 anni. Il calendario standard prevede due dosi somministrate a sei mesi di distanza. Quando la vaccinazione inizia dopo i 15 anni, sono necessarie tre dosi. Anche i giovani già sessualmente attivi possono trarne beneficio, sebbene la protezione sia massima quando la vaccinazione avviene prima di una possibile esposizione al virus. Le ragazze non vaccinate possono richiedere la vaccinazione fino al compimento dei 25 anni, mentre i ragazzi non vaccinati possono farlo fino ai 18 anni, secondo le informazioni fornite nel progetto. Alle famiglie viene consigliato di contattare il medico di famiglia, i centri vaccinali delle autorità sanitarie locali o i servizi regionali di informazione sanitaria.
The Fifth è stato creato attraverso una collaborazione tra MSD e Lucca Comics & Games, con l’obiettivo di raggiungere i giovani adulti. Peach Momoko ha realizzato la copertina, Luca Enoch ha scritto la sceneggiatura, mentre Giacomo Bevilacqua e Paolo Barbieri hanno lavorato alle illustrazioni.
La storia è ambientata in un futuro in cui un punteggio digitale chiamato “SCORE” determina il successo sociale delle persone. Quando quattro vecchi amici si incontrano di nuovo, una fotografia riporta alla memoria un quinto membro che sembra essere stato dimenticato. Il mistero conduce infine i personaggi a un episodio del passato legato all’HPV e alla promessa di saperne di più sulla prevenzione.
Enoch ha affermato che la sfida consisteva nel creare una storia che funzionasse innanzitutto come narrazione, senza rendere il messaggio educativo troppo evidente. Il fumetto introduce quindi i temi medici attraverso le esperienze dei personaggi invece di presentare una lezione medica completa. È stato distribuito gratuitamente durante il festival, mentre ulteriori informazioni erano disponibili dopo l’evento su hpvitalia.it e sull’app di Lucca Comics & Games.
L’HPV è un’infezione comune che spesso non provoca sintomi e che nella maggior parte dei casi viene eliminata spontaneamente dal sistema immunitario. Quando l’infezione da alcuni tipi di HPV ad alto rischio persiste, può contribuire allo sviluppo di tumori, in particolare del tumore della cervice uterina, oltre che di tumori dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e dell’orofaringe.
Secondo le informazioni presentate insieme al progetto, in Italia si stimano ogni anno più di 5.700 casi di tumori attribuibili all’HPV tra uomini e donne. Signorelli ha sottolineato che l’HPV non è esclusivamente una questione di salute femminile e che la vaccinazione è uno strumento preventivo importante, soprattutto prima dell’esposizione al virus.
La vaccinazione e lo screening raccomandato sono misure di prevenzione separate. In particolare, lo screening cervicale resta importante per le donne anche dopo la vaccinazione. L’efficacia di una campagna basata sui fumetti deve quindi essere valutata non solo in base al numero di copie distribuite, ma anche verificando se i lettori comprendono le informazioni e agiscono di conseguenza.
Rizzo ha affermato che la valutazione potrebbe comprendere la misurazione della distribuzione e del coinvolgimento digitale, seguita da questionari prima e dopo la lettura e nuovamente a distanza di diverse settimane o mesi. Queste valutazioni potrebbero esaminare i cambiamenti nelle conoscenze sull’HPV, nelle percezioni dei rischi e dei benefici del vaccino e nelle intenzioni di discutere la vaccinazione con un medico.
Ricerche recenti sull’educazione all’HPV rivolta ai giovani adulti indicano che le conoscenze e le intenzioni aumentano dopo gli interventi di comunicazione e che intenzioni più forti sono associate a una maggiore copertura vaccinale. I fumetti possono quindi rappresentare un punto di accesso accessibile alle informazioni sanitarie, aiutando i lettori ad avviare conversazioni sull’HPV e sulla prevenzione senza sostituire il consiglio medico o le indicazioni scientifiche.
Fonti: Focus.it.