L’Europa si trova a dover affrontare interrogativi sulla sua capacità di assicurarsi un accesso pieno e indipendente allo spazio entro il 2030. SpaceX ha smesso di offrire lanci con Falcon 9 oltre il 2028, mentre si prepara ad ampliare le operazioni commerciali del suo razzo più grande, Starship, il cui programma è iniziato il 28 settembre, secondo quanto riferito nell’articolo. Le organizzazioni europee che prevedevano di utilizzare Falcon 9 stanno ora valutando le opzioni per portare in orbita i propri satelliti.
Si prevede che la domanda aumenterà notevolmente entro il 2030. Tra i programmi pianificati figurano la costellazione per le comunicazioni IRIS² dell’Unione europea, con 330 satelliti in orbita terrestre bassa e 18 in orbita terrestre media; la costellazione militare tedesca, inizialmente prevista con oltre 100 satelliti; altri 12 satelliti Galileo; e sei nuovi satelliti per la rete di osservazione terrestre Copernicus. I progetti privati accresceranno ulteriormente le esigenze di lancio.
Christophe Bruneau, presidente esecutivo di ArianeGroup, ha avvertito che l’Europa potrebbe dover fare i conti con una carenza se nel 2029 saranno programmati molti lanci. In dichiarazioni riportate da Le Figaro il 21 ottobre, ha affermato che la capacità disponibile non sarebbe sufficiente se i lanci avvenissero nello stesso periodo.
Ariane 6, gestito da ArianeGroup, è il principale lanciatore europeo, affiancato dal più piccolo Vega-C italiano. Una carenza di capacità di lancio potrebbe ritardare IRIS² o la modernizzazione di Galileo, prolungando potenzialmente la dipendenza dell’Europa da servizi statunitensi come Starlink di SpaceX, secondo quanto riferito nell’articolo.
Fonti: Le Monde Sciences.