Secondo un commento pubblicato su Nature il 3 novembre 2026, le università dovrebbero valutare l’apprendimento degli studenti sia con l’assistenza dell’IA sia senza. L’autore sostiene che i risultati ottenuti durante un’attività supportata dall’IA non mostrano necessariamente ciò che uno studente ha appreso autonomamente.
Il commento risponde all’argomentazione di Marc Schmitt secondo cui le università dovrebbero insegnare agli studenti a mettere in discussione i modelli di IA e a giudicare la qualità delle loro risposte. Afferma che le valutazioni dovrebbero anche stabilire quanto bene gli studenti riescano a svolgere i compiti quando lo strumento di IA non è più disponibile.
L’autore cita uno studio randomizzato condotto con studenti delle scuole secondarie che studiavano matematica. L’accesso senza restrizioni a un chatbot ha migliorato i punteggi durante gli esercizi, ma in seguito gli studenti hanno ottenuto risultati peggiori in un esame svolto senza lo strumento. Il commento avverte quindi che misurare soltanto il lavoro svolto con l’assistenza dell’IA potrebbe far apparire un tutor basato sull’IA più efficace di quanto non sia.
Fonti: Nature.